Comunicati

Quando il profitto vale più della sicurezza: una realtà che conosciamo bene

19 Marzo 2025 

La tragedia del deposito Eni di Calenzano, in cui hanno perso la vita cinque operai e due sono rimasti gravemente feriti, è un duro colpo per chiunque abbia a cuore la sicurezza sul lavoro. Ma è anche un caso che solleva interrogativi ben noti a chi opera nel settore della distribuzione carburanti.

Secondo le conclusioni della Procura di Prato, il disastro si sarebbe potuto evitare. Le operazioni di manutenzione non dovevano avvenire contemporaneamente al carico delle autocisterne. Tuttavia, l’azienda avrebbe preferito non fermare le pompe, evitando così una perdita stimata di 255.000 euro in sole sei ore.

Una scelta che lascia sgomenti ma che, purtroppo, non è un caso isolato. Gli inquirenti hanno evidenziato che questa modalità operativa è una prassi consolidata nei depositi a livello nazionale. In altre parole, si tratta di un sistema in cui la produttività viene anteposta alla sicurezza, con rischi altissimi per chi lavora ogni giorno in prima linea.

Una filosofia aziendale che riguarda anche i gestori di carburanti

Per noi gestori, questa vicenda ha un sapore amaro ma familiare.

Questa tragedia dovrebbe far riflettere tutti, dalle istituzioni alle aziende, fino ai singoli operatori del settore. Non possiamo più accettare che il profitto venga prima della sicurezza, perché ogni scelta fatta sulla pelle dei lavoratori può trasformarsi in un disastro annunciato.

Serve un cambio di mentalità

La vicenda di Calenzano è l’ennesima dimostrazione di come, in alcuni settori, la sicurezza sia ancora vista come un costo e non come un investimento. Ma ignorare i rischi non è una strategia sostenibile: prima o poi le conseguenze arrivano, e spesso sono tragiche.

Chiediamo alle autorità di vigilare con maggiore attenzione e di imporre regole più stringenti. Ma serve anche una presa di coscienza da parte delle aziende: fermare un impianto per garantire la sicurezza non è una perdita, è un dovere.

Questa non è solo una battaglia per chi lavora nei depositi, ma per tutti noi che, ogni giorno, gestiamo impianti in cui il rischio è sempre presente. Se non vogliamo che la prossima tragedia si consumi nelle nostre stazioni di servizio, dobbiamo pretendere che la sicurezza venga finalmente messa al primo posto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *