๐ฃ๐๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐ฆ๐ฉ๐๐๐จ๐ฃ๐ฃ๐ข ๐๐ค๐จ๐๐๐๐๐ฅ๐๐ง๐ข.
“๐พ๐๐ข๐๐๐๐ง๐ ๐๐ค๐ฃ ๐ช๐ฃ ๐๐ค๐ข๐ฅ๐ก๐๐จ๐จ๐ค ๐๐ ๐ซ๐๐ก๐ค๐ง๐ ๐๐๐ ๐๐๐ฃ๐ฃ๐ค ๐จ๐๐จ๐ฉ๐๐ข๐”
Oggi mi permetto di dire che, di fronte ai cambiamenti che caratterizzano i mercati, le imprese devono mettere in atto innovazioni piรน o meno radicali per rispondere a particolari esigenze dei consumatori, a diverse dinamiche competitive, a nuove opportunitร e condizionamenti.
Queste innovazioni studiate o anche solo suggerite dal comportamento di altri soggetti (consumatori, concorrenti, organismi esterni) risultano, comunque, sempre destinate a migliorare il posizionamento, lo sviluppo, le performance e risultano valori positivi per lโimpresa, coerenti con i suoi โcodici geneticiโ e con il linguaggio che li decodifica e li esprime.
Necessita un comportamento โattivoโ da parte delle imprese e non solo , da ricercare nella necessitร di โreagireโ sia per motivi oggettivi (inquinamento, sicurezza, salute, nuove forme di sfruttamento, aumento delle diseguaglianze), sia per fatti di natura soggettiva, in particolare la crescente consapevolezza dei consumatori e la sempre piรน diffusa iniziativa dei diversi attori sociali che promuovono la sensibilizzazione al problema, sostenendo o direttamente realizzando percorsi economici alternativi, piรน consoni ai principi di uno sviluppo equilibrato.
Quello che, oggi si deve delineare รจ un complesso di valori che fa sistema, che potrebbe mettere in gioco gli equilibri aziendali, ma allo stesso tempo potrebbe rivelarsi anche una preziosa leva concorrenziale per chi sa sfruttarla.
Inoltre, credo sia giunto il momento per dire che lo stato sociale, inteso come sistema di garanzia dei diritti, va non solo salvato ma anche rilanciato, per questo ritengo necessario procedere a una riforma dei comportamenti anche della politica, alla quale bisogna chiedere una forte assunzione di responsabilitร nei confronti di quel โ bene comune โ che ha il volto soprattutto dei piรน poveri, di chi fatica, di chi non vede futuro per loro e per i loro figli.
Sโintravede il rischio di ritornare a uno stato caritatevole e assistenziale che si limita a prendere atto che disuguaglianza e povertร sono tra noi come male inevitabile e chi vi cade dentro possa aspettarsi forse solo interventi assistenziali, una tantum, saltuari: รจ tempo di cambiare questo modello di societร assumendo i criteri della solidarietร , della giustizia, della pari dignitร di ognuna e ognuno.
Non puรฒ esservi sviluppo, ripresa economica, crescita se migliaia di famiglie vivono sotto quella soglia minima che permette di sopravvivere dignitosamente o con la preoccupazione di perderla.
G.G.